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LA STORIA...
l suo nome è menzionato da Plinio (N.H., III,
12, 108) Urticinum (gr: Chòrtos: recinto, pascolo). Di origine
picena, presenta tracce d’insediamento latino in contrada Cisterna e
Prato.
I Farfensi hanno avuto numerosi insediamenti nel
territorio in contrada San Massimo e Castelletta.
Ortezzano ha avuto vicissitudini negative col
Malatesta, col Battistello di Ascoli, con lo Sforza di Milano e con il
Lautrek.
LUOGHI DA
VISITARE
l visitatore nel centro storico può osservare i resti del castello
sorto attorno
ad una torre di vedetta (IX sec.) sull’odierna casa Malaspina.
Si osserva ancora una torre ghibellina a pianta
pentagonale aperta, mura
quattrocentesche, portali
e
volte in stile
gotico.
Caratteristiche sono le sue chiese:
chiesa del Carmine
(1715–1725): fondata dai fratelli Papetti, conserva xilografie (via Crucis) del
Ceschini e un Maratta. Alla stessa famiglia è da attribuire la costruzione della
fonte da Bora
(1608); chiesa di San
Girolamo: è la chiesa Parrocchiale,
ricostruita nel 1767–1773. Conserva sull’altare maggiore di Domenico Zampieri
copia del quadro
del Pavese
su Domenichino. Sopra una sua porta laterale c’è il più antico stemma del paese (1637): tre
monti con un fiore su quello centrale;
chiesa di Santa Maria:
è in
piazza (una volta era fuori le mura). Di origine farfense, fu ricostruita verso
il 1450 a croce greca, nel 1585 fu ingrandita, e nel 1759 fu eretto il
campanile. Conserva un dipinto su tavola di Giovanni e
Vincenzo Pagani (1509), una via
Crucis di Sebastiano Conca da Gaeta, un frammento di affresco
del ’400,
un’opera
di Carlo Maratta
(iconografia: Santa Maria del Carmelo, San Luigi Re di Francia, Sant’Antonio da
Padova, San Francesco, Sant’Apollonia, Santa Lucia), un’opera di Antonio Liozzi, un organo (1747) dell’organaro
Attili di Ortezzano, vetri
policromi e scritta
dantesca in oro sul cornicione. |


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